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Leggi regionali contro l'inquinamento luminoso


Leggi regionali contro l'inquinamento luminoso, più o meno valide,  sono state già approvate in 15 regioni (Lombardia 17/00, Emilia-Romagna 113/03, Marche 10/02, Lazio 23/00, Campania 13/02, Veneto 22/97, Toscana 37/00, Piemonte 31/00, Valle d'Aosta 17/98, Basilicata 41/00, Abruzzo 12/05, Umbria 20/05, Puglia 15/05, Friuli-Venezia Giulia 15/07, Liguria 22/07) che coprono gran parte della popolazione italiana e le principali città (Milano, Roma, Venezia, Firenze, Bologna, Napoli). Ben tre norme tecniche italiane fanno riferimento in modo diretto o indiretto all'inquinamento luminoso (UNI10819, UNI10439, UNI9316).

leggi

I criteri tecnici per un'efficace limitazione degli effetti dell'inquinamento luminoso sulla luminosità del cielo notturno nel territorio si ritrovano adeguatamente applicati solo nelle seguenti leggi regionali:

L.R. Lombardia 17/2000 integrata da D.G.R. Lombardia 2611/2000, L.R. Lombardia 38/2004 e regolamento di attuazione D.G.R. Lombardia 7/6162/2001,
L.R. Marche 10/2002,
L.R. Emilia-Romagna 19/2003,
L.R. Umbria 20/2005,
L.R. Abruzzo 12/2005,
L.R. Puglia 15/2005 
L.R. Friuli-Venezia Giulia 15/2007
L.R. Liguria 22/2007
Queste leggi, che risultano in sintonia con le richieste delle organizzazioni che combattono l'inquinamento luminoso, sono il più recente frutto di un continuo, accurato e ben riuscito aggiornamento di quella serie di misure contro l'inquinamento luminoso che sono passate di proposta di legge in proposta di legge nelle varie legislature parlamentari, dalla n. 1296 in Senato nella XI legislatura, alla n. 511 in Senato nella XII legislatura, alla n. 751 in Senato nella XIII legislatura, alla n. 697 alla Camera nella XIV legislatura. Detti criteri risultano ragionevoli ed efficaci. Sono, tra l'altro, le regole più semplici e facili da attuare. Si veda sotto il riassunto dei provvedimenti tecnici più importanti.

La legge della Regione Lazio e della Regione Campania sono sulla stessa linea ma soffrono di limiti troppo elevati e di una maggiore complessità di applicazione e di controllo essendo i limiti differenziati per tipo di impianto e località.

La Legge della Regione Veneto n.22 del 27 Giugno 1997 è stata la prima legge contro l'inquinamento luminoso approvata in Italia. Ad essa si è a suo tempo allineata la legge della Regione Toscana. Si tratta di un testo di legge pieno di difetti. Si auspica un aggiornamento ai provvedimenti della legge della Regione Lombardia. Scarica qui il volantino "LR22/97: Urgente aggiornare" che elenca i principali problemi.

La norma UNI 10819, che prescrive i requisiti degli impianti di illuminazione esterna, per la limitazione della dispersione verso l'alto di flusso luminoso proveniente da sorgenti di luce artificiale, e la legge n. 31 del 24 marzo 2000 della regione Piemonte, che ad essa fa riferimento, non risultano tecnicamente adeguate a proteggere il cielo notturno. Alla audizione per una nuova legge regionale per il Piemonte è stato suggerito da più parti di abbandonare ogni riferimento a tale norma nelle leggi contro l'inquinamento luminoso. Per saperne di più...

Infine, la legge della Regione Basilicata obbliga ad adottare imprecisati provvedimenti contro l'inquinamento luminoso e la legge Valle d'Aosta richiama un generico rispetto delle norme.

Solo cinque regioni italiane sono ancora prive di una legge contro l'inquinamento luminoso (Sardegna, Sicilia, Calabria, Trentino-Alto Adige e Molise). A questa lista andrebbero aggiunte Valle d'Aosta e Basilicata, le cui leggi non contengono misure specifiche da adottare, e il Piemonte, la cui legge fa riferimento ad una norma inadeguata che sarebbe comunque da rispettare. Tranne Piemonte e Sicilia, queste regioni sono proprio quelle in cui è più estesa la frazione di territorio da cui si possono vedere stelle deboli. Questo è curioso perchè ci si aspetterebbe che le regioni nelle quali le aree poco inquinate sono più ampie siano quelle più attente a conservare questo consistente patrimonio ambientale e turistico di cui ancora dispongono. Probabilmente la situazione più fortunata porta invece gli amministratori regionali a sottovalutare il problema.

dark sky regions

Riassunto dei principali provvedimenti tecnici contro l’inquinamento luminoso
Mi limiterò qui a riassumere soltanto i provvedimenti tecnici fondamentali, quelli irrinunciabili in una legge efficace. E’ necessario che essi siano parte integrante del testo di legge stesso e non vengano demandati a successivi regolamenti o piani (per approfondire clicca qui).

- provvedimenti applicati su tutto il territorio regionale senza inutili suddivisioni in aree protette, perché tanto l’inquinamento luminoso si propaga molto lontano
- provvedimenti applicati a tutti i nuovi impianti, sia pubblici che privati
- limitazione dell’inquinamento luminoso prodotto da luce riflessa dalle superfici illuminate per mezzo del divieto di sovrailluminare e dell’utilizzo dei riduttori di flusso negli orari opportuni o dello spegnimento quando possibile
-limitazione delle immissioni luminose da parte degli apparecchi per mezzo di un parametro dipendente dalla direzione (intensità per unità di flusso – cd/klm). Questo limita efficacemente le immissioni in qualsiasi direzione, comprese quelle a bassi angoli sopra l’orizzonte che sono le più deleterie.
- limitazione entro 0 cd/klm delle immissioni luminose a 90 gradi ed oltre, che consente di minimizzare le emissioni degli apparecchi rispetto alla luce riflessa dalla strada (corrispondente in pratica a 0.49 cd/klm perché i valori misurati vengono approssimati al numero intero più vicino) 
- obbligo di illuminare edifici e monumenti dall’alto verso il basso, con gli stessi limiti precedenti alle immissioni luminose verso l’alto, tranne che nel caso di comprovata impossibilità (in questo caso però il fascio deve restare entro i limiti della superficie illuminata)
- illuminazione di grandi aree con i medesimi limiti dell’illuminazione stradale
- obbligo di lampade con la più alta efficienza possibile, in modo da contenere le emissioni inutili a lunghezze d’onda che l’occhio non può vedere
- divieto di fasci di luce per fini pubblicitari e di analoghi richiami luminosi (di fatto già proibiti dall’art. 23 del codice della strada perché distraggono l’automobilista)
- sanzioni commisurate “per punto luce”
- adeguamento almeno delle tipologie di impianto più inquinanti e degli impianti grandi-inquinanti
-obbligo del progetto illuminotecnico con allegate le fotometrie degli apparecchi

Si veda il sito di Cielobuio, coordinamento nazionale per la protezione dell'ambiente notturno, per una moltitudine di documenti utili:

Testi di legge
Regolamenti e ausili all'applicazione delle leggi regionali
Capitolati d'appalto tipo
Cataloghi di apparecchi di illuminazione schermati
Regolamenti comunali
Circolari di Prefetti
Esempi di lettere ed esposti